Bodybuilding over 40 – I guerrieri della Battaglia di Legnano 2026
Il bodybuilding non ha età: le storie degli atleti WABBA over 40
Alla Battaglia di Legnano, una delle gare precampionato più attese del calendario WABBA, abbiamo incontrato atleti, atlete e coach per parlare di un tema che ci sta particolarmente a cuore: il bodybuilding oltre i quarant’anni. Perché questa disciplina non appartiene soltanto ai ventenni in cerca del loro primo trofeo, ma anche a uomini e donne che la praticano da anni, che l’hanno fatta crescere insieme a loro e che continuano a gareggiare conciliando allenamenti, dieta, lavoro e famiglia.
Mauro Crippa, bodybuilder over 60: dieci anni di gare e nessuna intenzione di fermarsi
Il primo atleta che incontriamo è Mauro Crippa, un bodybuilder over 60, con alle spalle dieci anni di gare e un fisico che lascia senza parole. Prima del bodybuilding, Mauro aveva praticato diversi sport, tra i quali il tennis, il windsurf e il pugilato: lo sport era già parte integrante della sua vita, ma i pesi sono arrivati relativamente tardi. «Ho vissuto molto bene questa cosa», racconta con semplicità, «nonostante i sacrifici che bisogna fare per restare in forma». I risultati, del resto, parlano da soli: nell’anno precedente alla nostra intervista aveva gareggiato anche ai Mondiali con ottimi risultati. Quest’anno, qualche impegno personale da sistemare ha reso la preparazione un po’ meno intensa del solito, ma la voglia di esserci era comunque più forte di tutto. Quando gli chiediamo come concilia questa passione con la vita di tutti i giorni, risponde con pragmatismo: «Bisogna adattare il proprio stile di vita ai vincoli della preparazione per la gara, ma in un modo o nell’altro ci si organizza. Non è impossibile.» La fortuna, aggiunge, è avere due figli già grandi che operano entrambi nel settore del fitness, e una compagna che lo segue e lo comprende. Senza quel supporto, dice, sarebbe molto più difficile.
Il punto di vista del coach: i quarantenni sono i migliori atleti
Igor Ferrè, uno dei coach WABBA più presenti alle gare della nostra federazione, ha le idee molto chiare: tecnicamente parlando, l’atleta raggiunge il proprio apice tra i 40 e i 45 anni. Una convinzione maturata sul campo, seguendo persone che si mettono in gioco anche a 48 o 50 anni, spesso partendo da zero. «La cosa più bella è riuscire a portare una persona di cinquant’anni a un livello stratosferico», dice. Ma c’è di più: nella sua esperienza, gli atleti maturi rispondono meglio degli stessi ventenni. Non perché siano fisicamente più forti, ma perché hanno qualcosa che i ragazzi spesso non hanno ancora: la testa. «Un quarantenne o un cinquantenne sa che non può permettersi di sprecare il tempo. Una volta fissato l’obiettivo, si focalizza su di esso, lavora duro e porta a termine il percorso. Il bodybuilding è simili ad altri ambiti dove gli “over” sono protagonisti, perché la resistenza mentale si costruisce con gli anni.» La difficoltà più grande, però, riguarda la vita fuori dalla palestra. Igor è diretto: senza un partner che condivida i sacrifici quotidiani, la preparazione rischia di franare. Meno vita sociale, alimentazione rigida, orari da rispettare: tutto questo richiede non solo determinazione da parte dell’atleta, ma anche comprensione e sostegno da chi gli sta accanto.
Silvia e Manuela: la passione non ha data di scadenza
Il punto di vista femminile arriva da due atlete che dimostrano, in modo diverso, la stessa cosa: quando lo sport diventa parte di te, l’età smette di essere un ostacolo. Silvia Marino, guardia giurata con turni di lavoro impegnativi, ha quasi 59 anni e si allena con regolarità da una quindicina, anche se la partecipazione alle gare è arrivata più di recente, spinta dal suo coach e dalla voglia di mettersi alla prova. «Se hai testa e passione, affronti tutto con serenità», spiega. Il marito la supporta e si allena anche lui, e questo, racconta, cambia tutto. Manuela Santoro, 53 anni, atleta di punta della categoria Miss Shape di WABBA INTERNATIONAL, ha un approccio ancora più viscerale: «Non è solo sport, è il mio essere. Fa parte della mia vita.» Ha iniziato a frequentare la palestra intorno ai 20-25 anni, con il sogno di avere un fisico armonioso e atletico, ma è solo negli ultimi quattro anni, con un allenamento strutturato e costante, che ha realizzato davvero quell’obiettivo. «Ho 53 anni e posso dire di aver realizzato quello che volevo», afferma con orgoglio. Guarda al futuro con la stessa determinazione: vuole continuare a migliorare, competere, e ispirarsi alle atlete più forti di lei come stimolo per andare avanti.
Una comunità che non conosce limite d’età
Quello che emerge da questi incontri è un ritratto inaspettato e bellissimo del bodybuilding: una disciplina che premia non solo il fisico, ma la coerenza, la resilienza e la capacità di costruire una vita in cui tutto — lavoro, famiglia, alimentazione, allenamento — trova il suo posto. Gli atleti over 40, 50 e 60 di WABBA INTERNATIONAL non sono delle eccezioni curiose: sono una parte viva e fondamentale della nostra comunità. Sono la prova che la passione vera non si esaurisce con gli anni, ma con gli anni diventa, se possibile, ancora più forte.
